SEMINARI INTERCULTURALI 2010

Obiettivo dei seminari

SIETAR Italia intende offrire ai propri Soci e a quanti s'interessano a tematiche interculturali un secondo ciclo di incontri formativi. L’obiettivo è quello di proporre un servizio di auto-aggiornamento con momenti di approfondimento per i Soci più esperti e formazione di base per chi si è da poco affacciato alla disciplina. Ogni seminario o workshop durerà circa 4 ore.

Facilitators

I seminari o workshops verranno condotti sia da Soci SIETAR affermati nel campo della comunicazione interculturale in Italia che da Soci più giovani che tuttavia vogliono offrire la loro esperienza e le loro pratiche all’Associazione.

Partecipanti

I seminari sono aperti a tutti, Soci e Non. I Non-Soci, oltre ad apprendere come viene praticata la mediazione interculturale in Italia oggi, avranno l'occasione d'incontrare i Soci presenti agli incontri e di decidere se aderire a SIETAR Italia. I seminari sono gratuiti per tutti, tuttavia saranno gradite donazioni da parte di Soci e Non Soci, le quali, insieme alle quote annuali versati dai Soci, consentono di organizzare gli incontri oltre che promuovere l’interculturalità in Italia. A chiunque farà una donazione, verrà rilasciata regolare ricevuta.

Modalità didattica

Durante questo secondo ciclo di seminari si mostreranno, in primo luogo, le diverse pratiche utilizzate dai Soci di SIETAR Italia nel loro lavoro di mediazione, di insegnamento e di training interculturale ed, in secondo luogo, verrà trattato il tema della fiducia (trust) in Cina ed in gruppi di lavoro multiculturali. Le attività illustrate dai ‘facilitators’ saranno interattive e potranno trovare applicazione in diversi ambiti: nelle aziende internazionali o transnazionali, negli enti pubblici con utenze multiculturali, negli organismi governativi e non operanti all'estero, nell'insegnamento delle lingue e della comunicazione interculturale in ambito scolastico ed universitario. Eventuali letture di preparazione e di approfondimento, da svolgere individualmente, saranno segnalate prima di ogni incontro o alla sua conclusione.

 

Programma

 

 

· Incontro – Sabato 17 aprile 2010 dalle 14.30 alle 18.30 a MILANO

 

SERVIZI ESTERO Via Napo Torriani 29 20124 Milano (di fronte alla Stazione Centrale) 02 6797951


VERITA’, FIDUCIA, NEGOZIAZIONE: CINA E OCCIDENTE A CONFRONTO
(in italiano)

 

L’andamento ed il risultato di una negoziazione sono influenzati in modo determinante dalle norme sociali e dai valori degli interlocutori: ogni evento negoziale deve essere vissuto e gestito come un incontro interculturale. In questo seminario si affronteranno le notevoli differenze tra occidentali e cinesi.

 

La verità, per i cinesi, più che un fatto oggettivo verificabile da singoli individui con criteri prestabiliti, è un consenso in divenire che viene costruito collettivamente. La fiducia di cui si gode è in gran parte funzione del prestigio sociale di cui si dispone, per cui spesso è più una questione di ascription che di achievement. Il processo negoziale è impostato più sul raggiungimento di un compromesso e sul suo rinnovo nel tempo, che su un aperto e rapido approccio competitivo oppure cooperativo. Si tratta di differenze importanti rispetto ai comportamenti normalmente in uso in occidente, che verranno illustrate e documentate con esempi, mini-casi, spezzoni di film, materiali didattici da condividere.

 

Facilitators: Marianna Crestani (Synergyplus) e Marco Croci (Concerto sas)

 

· 2° Incontro – Venerdì 7 maggio 2010 dalle 14.30 alle 18.30 a ROMA

 

UNIVERSITA’ ROMA TRE – Dipartimento di Linguistica Via Ostiense 234 Roma

 

EXPANDING YOUR COMFORT ZONE: UN LABORATORIO INTERATTIVO(inglese e italiano)

 

Although the phrase "comfort zone" has crept into popular usage, it is used most frequently in management and team development (eg cross-cultural training and coaching, high performing teams, etc). It describes the state within which a person or team operates in an anxiety-neutral condition using a familiar set of behaviours.  Remaining in one's comfort zone tends to deliver predictable non-exceptional performance.

On the other hand, increased performance is often achieved when an individual or team is challenged out of their comfort zone into a new state of change, new skills or more stretching targets.

It is a delicate balance: too far or too quickly (especially without support) and anxiety increases dramatically with accompanying drop in performance (eg culture shock), too little and the status quo is maintained.

The workshop starts with a very brief explanation of comfort zones.  This is followed by a practical exercise that allows participants to learn about their own comfort zone and how it feels to be outside it. We will finish with feedback and group discussion.

 

Facilitators: Helen Burgess (Insight Italy) e Giovanni Intilla (The Coaching Co)

 

· 3° Incontro – Sabato 28 maggio 2010 dalle 14.30 alle 18.30 a MILANO

 

LA CASA DELLE CULTURE Via Giulio Natta 11 Milano (da confermare da parte di Marco Muzzana)

 

SHOCK CULTURALE E METODI DI TRAINING INTERCULTURALI (in italiano)

Apprendere a relazionarsi con persone appartenenti ad un'altra cultura, identificare le differenze culturali più critiche, che determinano tensioni e incomprensioni e sono d'ostacolo ad un lavoro comune dei gruppi culturalmente eterogenei. Queste alcune delle finalità del lavoro sugli shock culturali, che si possono semplicemente descrivere come quelle esperienze emozionali e intellettuali segnate da spaesamento, frustrazione o rigetto, che ci provocano rivolta e ansietà, che possiamo vivere, fuori dal nostro contesto socio-culturale (occasionalmente o per professione), quando ci troviamo impegnati nell'approccio con lo straniero.

 

Una delle modalità più efficaci per sperimentarsi in situazioni di pluralità, mettendo alla prova le proprie ‘resistenze’ culturali, per tentare di affrontare con maggior consapevolezza questa sfida, è proprio il Training Interculturale. Il training è una metodologia interattiva facilitata da un conduttore (trainer) il quale non spiega, non si rapporta attraverso comunicazioni frontali, ma conduce il gruppo attraverso un percorso che prevede una sequenza di attività e sperimentazioni volte, nel nostro caso, a prendere coscienza delle variegate dinamiche interculturali. Il training consente di apprendere dall’esperienza e dalla compartecipazione: ognuno è invitato ad esaminare criticamente la propria azione per tornare ad essa in modo nuovo. È un percorso che prevede una continua esplicitazione del cosa si sta facendo, una piena consapevolezza del “qui ed ora” e delle componenti socio-affettive che intervengono nei processi d’apprendimento.

 

Facilitators: Marco Muzzana e Nicola Di Pirro (Interculturando)

 

· 4° Incontro – Venerdì 24 settembre 2010 dalle 14.30 alle 18.30 a ROMA

 

BYRON LANGUAGE DEVELOPMENT Via Antonio Salandra 18 Roma (Zona Via Veneto – Metrò Piazza della Repubblica) 06 428 73419

THE VISITOR GAME AND DEALING WITH CONFLICT (in English)

 

Participants will briefly play the ‘Visitor Game’, as developed by Adrian Pilbeam at LTS Bath, and then discuss its potential for developing intercultural insight: how initial impressions can be misleading, how behaviour can be interpreted differently, how different rules can apply to the same situation, etc. The second part of the workshop will focus on ‘Conflict Resolution’ as developed by Jeremy Comfort of York Associates. Participants will attempt to resolve a Communication Breakdown and two Situations of Conflict and suggestions will then be offered on how to deal with conflict within a company.

 

Facilitators: Peter Anderson and Steve Franzoni (Anderson House)

 

· 5° Incontro – Sabato 20 novembre 2009 a MILANO

 

LA CASA DELLE CULTURE Via Giulio Natta 11 Milano (location da confermare Marco Muzzana)

GETTING SPECIFIC ABOUT TRUST IN INTERNATIONAL TEAMS: MANAGING TRUST IN OUR CONTEXT, NOW? (in English)

 

There is a substantial body of research linking high levels of trust to performance in international and virtual teams. However, while a higher level of trust is readily accepted as a ‘good thing’, there are few practical and culturally sensitive tools available to develop trust within specific teams in specific contexts.

The 4-hour session will be broken down into 4 stages. Firstly,  the participants will be given a brief overview of the International Team Trust Indicator (ITTI) instrument and how it works. Secondly, we will explore the background to one Italian leadership team and how its specific trust requirements were reflected in the results focusing on both the  team (ITTI) and the team leader (using the Leader version of the tool). Thirdly, in sub-groups the participants will plan and put forward how they would respond to the results  in a one-day facilitated session.  Finally, I will share with the group what actually happened.

Facilitator: David Trickey (TCO International Diversity Management)